La vita è un arcobaleno che include anche il nero
Yevgeny Yevtushenko
La morte di una persona cara rappresenta un evento significativo che talvolta può generare un’alterazione dell’equilibrio psico-fisico tale da richiedere un supporto psicologico.
Le reazioni possono coinvolgere: le emozioni, i pensieri, i comportamenti
Questi aspetti condizionano la relazione del soggetto con sé stesso e con l’ambiente esterno generando così una dinamica di disagio. Quando si subisce un lutto (la morte di un genitore, di un figlio o di una persona affettivamente significativa) le sensazioni che si vivono sono molto forti ed invasive e la persona sperimenta lunghi periodi in cui le emozioni dominanti sono di tristezza, di rabbia, di colpa, di ansia, di solitudine. I pensieri ricorrenti sono di sfiducia, di confusione, di preoccupazione, di sensazione di una presenza, di bassa autostima. I comportamenti sono caratterizzati da disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, ritiro dai rapporti sociali, attività incessante, custodia gelosa dei ricordi. Queste reazioni sono poi accompagnate da tipiche risposte fisiche legate a stati di tensione motoria, stati di vigilanza, controllo ed iperattività.
Il lutto è una reazione adattiva normale e fisiologico di fronte ad una grave perdita, è un momento molto delicato, di estrema fragilità che se si protrae nel tempo e richiede una particolare attenzione.
Il processo terapeutico consiste nel legittimare il dolore per la perdita consentendone una sua elaborazione e accettazione.