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La realtà magmatica delle emozioni (degli stati d’animo, dei sentimenti, delle esperienze vissute) non è qualcosa di omogeneo e indistinto, ma è qualcosa di complesso e di stratificato, che può esser sondato solo se, con le ragioni del cuore, si scende alle radici e alle sue fondazioni: isolando e distinguendo le cose

E. Borgna

L’approccio utilizzato è un approccio “olistico” che fa riferimento alla terapia della Gestalt.  Tale termine  viene da “holos”, parola greca che vuol dire “tutto”, “intero”. Anima, mente, corpo ed emozioni sono un tutt’uno inscindibile. Non è possibile occuparsi solo di una parte dell’individuo ma bisogna considerarlo nella sua interezza.In linea con questa prospettiva l’attenzione non è rivolta  solo alla “narrazione”, al racconto del problema del paziente. Non ci si occupa esclusivamente dell’aspetto verbale, ma si osservano molti altri segnali, più “silenti”, tra cui quelli che riguardano il linguaggio corporeo ed emozionale.

Così viene favorito il contatto e l’espressione di  bisogni ed emozioni che, nella condizione di malessere, rimangono al di fuori della consapevolezza provocando lo strutturarsi di un processo che limita le possibilità di scelta e di agire delle persone.

La consapevolezza di “sé e del proprio sentire”  permette , di percepire i propri bisogni e i modi per soddisfarli e contribuisce allo sviluppo della capacità di stare in contatto con gli altri.

L’ attività lavorativa rispecchia i miei interessi ed è coerente con il mio modo di pensare e di fare la terapeuta: metto a disposizione competenze professionali specifiche per co-costruire,  grazie al percorso intrapreso (insieme ai pazienti) esperienze utili che possano fruttare un maggiore benessere  sia emotivo  che relazionale.

Il lavoro ha come obiettivo la promozione del benessere e il supporto nei più svariati  contesti di vita , riguardino essi  la famiglia, la scuola, il mondo  relazionale e lavorativo.

Sulla base di questi presupposti l’obiettivo  è di creare in maniera attiva una relazione confortevole e nuova, “terapeuticamente utile”,  in cui sia possibile rielaborare una visione nuova degli eventi e facilitare una rilettura dell’esistenza e che porti ad un maggiore benessere.

La scelta di intraprendere un percorso psicologico è sicuramente importante e  non così semplice: necessita di fiducia, richiede il superamento di una naturale diffidenza verso l’altro e scatena spesso paure. Sulla base delle mie esperienze posso affermare che una volta intrapreso un percorso di cura si sperimenta inaspettatamente ciò in cui  non si credeva: la possibilità di essere ascoltati, l’esperienza di non essere giudicati oltre che la possibilità di imparare  a sviluppare la propria capacità autoriflessiva.

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